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Guida al panorama delle informazioni disponibili

CRITERI DI ORDINAMENTO DELLE INFORMAZIONI GEOGRAFICHE ACCESSIBILI TRAMITE IL PORTALE DELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA

Il S.I.T.I. è uno strumento in continua evoluzione ed accrescimento. Il Documento "Linee programmatiche per la realizzazione del Sistema Informativo Territoriale Integrato della Provincia della Spezia" definisce il quadro generale di riferimento per lo sviluppo del S.I.T.I. e prefigura il suo possibile ruolo nel panorama dei sistemi informativi di livello nazionale e locale esistenti ed in formazione.
Le presenti note, invece, sono rivolte all'illustrazione della struttura organizzativa che si è inteso dare alla veste di consultazione del patrimonio informativo del S.I.T.I.
Il modello organizzativo adottato — condivisibile o meno, come tutte le scelte — è parso il più adatto a strutturare in maniera logica una base di dati articolata di tale scala.

Accesso alle informazioni
Le informazioni — liberamente accessibili, ma non in forma anonima — sono messe a disposizione degli Utenti registrati sotto forma di "mapset", ossia di raccolte di mappe con una specifica definizione dell'ambito geografico, dei tematismi contenuti e delle vestizioni utilizzate, e sono visualizzabili tramite l'applicazione OpenSource-FreeSoftWare GisClient, rilasciata su licenza GNU/GPL. La registrazione al Portale — consentita a chiunque — non comporta null'altro che l'accettazione delle "Condizioni d'uso" e la dichiarazione di presa visione dell' "Informativa sulla privacy".
L'Utente registrato, in ragione della propria profilazione, ha accesso ad uno o più "mapset" contenenti solo tematismi di cui detiene i diritti di consultazione  (Leggi le condizioni d'uso). Indipendentemente dall'effettiva possibilità per l'Utente di accedere all'intero patrimonio informativo, si ritiene comunque utile illustrare i criteri di ordinamento delle informazioni contenute nel DataWarehouse o che si prevede di acquisire nel medio o lungo periodo.

Organizzazione dei temi all'interno dei mapset disponibili
Il tema è un insieme di layers o gruppi di layers. Un layer è un modo di organizzare dati per "strati" o "livelli" informativi, di norma omogenei.
Sebbene in GisClient non sia esplicitabile un'organizzazione dei temi, si può, comunque, immaginare di riferirli a tre categorie principali:

  1. ELEMENTI UNIVOCI DEL S.I.T.I. Comprendono i tematismi di uso collettivo che necessariamente devono essere determinati in maniera univoca (ad es.: limiti di competenza amministrativa dell'Autorità di Bacino regionale).
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  1. ELEMENTI TEMATIZZATI A FINI SPECIFICI. Comprendono i tematismi che non necessariamente devono essere determinati in maniera univoca ma che possono essere liberamente organizzati dal titolare delle informazioni secondo scelte proprie, operate in completa autonomia o con riferimento a standards nazionali od internazionali, in base all'uso specifico che si intende farne (ad es.: classi di uso del suolo della Corine Land Cover).
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  1. ELEMENTI DI PIANIFICAZIONE. Comprendono i tematismi relativi alle indicazioni degli Strumenti di pianificazione generale o locale del territorio (ad es.: indicazioni del Piano di Bacino regionale Ambito 18 - Ghiararo).
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Articolazione dei temi univocamente determinati

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Sfondi raster

Comprendono: immagini satellitari; ortofoto; cartografia di base in formato raster, etc. Di norma sono utilizzabili per contestualizzare le informazioni alle varie scale convenzionali di rappresentazione. In caso tali cartografie fossero state utilizzate — eccezionalmente — come riferimento geografico in fase di acquisizione delle informazioni, assumono la veste di riferimento geografico ufficiale associato all'informazione medesima.

 

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Sfondi vettoriali

Derivati da cartografie vettoriali disponibili, sono utilizzabili, in maniera alternativa o complementare agli sfondi raster, per contestualizzare le informazioni alle varie scale convenzionali di rappresentazione. In particolare lo "Sfondo vettoriale sintetico" è una realizzazione originale del Servizio S.I.T.I. ottenuta per derivazione dalla Cartografia vettoriale catastale e dal DbPrior10k-Regione Liguria e CTRN_5k_vector.

 

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Strati prioritari 1:10.000

Realizzati dalla Regione Liguria. Elementi vettoriali — Ambiti Amministrativi; Curve di Livello; Idrografia; Punti Quotati; Toponomastica; Viabilita Ferroviaria; Viabilita Stradale — tratti dalla C.T.R. 1:5.000 ed integrati con elementi digitalizzati dalla C.T.R. 1:10.000. Gli Strati Prioritari traggono origine dall'intesa Stato regioni sul Sistema Cartografico di Riferimento. Il Progetto è consultabile sul sito web regionale alla voce Documentazione associata)

 

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Base geografica vettoriale 1:5.000

Rappresenta il riferimento geografico ufficale alla scala generale del S.I.T.I., tanto in fase di acquisizione che di rappresentazione delle informazioni. Le geometrie in essa contenute costituiscono, di norma, il repertorio ufficale delle primitive geometriche del S.I.T.I. Derivata dalla C.T.R. vettoriale tridimensionale 1:5.000 della Regione Liguria, la carta è organizzabile secondo un certo numero di livelli separati e dinamici dando, in tal modo, all'Utente la possibilità di scegliere alcuni elementi della rappresentazione geografica di base.

 

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Geometrie vettoriali a codifica univoca

Comprendono: quadri di unione cartografici; sezioni censuarie ISTAT; geometrie catastali; toponomastica, stradari e numerazione civica. In quanto unità territoriali di riferimento — ciacuna alla propria scala nominale di rappresentazione — costituiscono un potente strumento per la manipolazione delle banche dati. La particolarità di essere tutte dotate di una codifica universale — o facilmente universalizzabile — attribuisce loro la valenza di preziose "chiavi" di ricerca e di collegamento tra le diverse informazioni.

 

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Elementi di modellazione

Comprendono: grafi; modelli digitali del terreno; etc.

 

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Elementi geodetici e fisici

Comprendono: punti delle reti geodetiche di inquadramento; elementi fisici convenzionali (isoipse, isobate, etc.); elementi fisici naturali (idrografia, displuvi, linea di costa, etc.); elementi fisici antropici (edifici, strutture di percorrenza, strutture di confine)

 

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Limiti

Comprendono: limiti politici ed amministrativi (limiti di stato terrestri e linea di base dritta; limiti amministrativi regionali, provinciali e comunali); limiti di competenza amministrativa (Autorità di Bacino; Autorità portuale; CIDAF; Comunità montane; Demanio idrico; Demanio marittimo; Specchi Acquei del Demanio marittimo; Enti Parco; etc.); limiti di opportunità territoriale (aree DOC, DOP, Obiettivo 2, etc.); limiti di vincolo territoriale (acque pubbliche; aree percorse dal fuoco; aree ex 1497; aree soggette a vincolo idrogeologico, sismico, etc.).

 


Nota metodologica sulle procedure di validazione delle informazioni

Com'è noto, di buone intenzioni sono lastricate le strade per l'Inferno. Ciò nonostante — in linea di principio —  il S.I.T.I. si propone il massimo rigore metodologico possibile nelle pratiche di acquisizione e validazione delle geometrie e delle informazioni costituenti il proprio DataWarehouse, da inserire, successivamente, all'interno dei mapset.

Nei casi in cui non fosse possibile acquisire le informazioni direttamente dal titolare già in forma numerica certificata e valida, tale intendimento comporta l'avvio di uno specifico processo di validazione, talora piuttosto lungo e complesso:

  1. acquisizione, presso il titolare, delle informazioni nel formato sottoposto ad Atto di approvazione da parte degli Organi competenti;
  2. trasposizione delle stesse in formato numerico;
  3. procedura di validazione, da parte del titolare delle informazioni, della nuova configurazione informatizzata, da concludersi tramite un nuovo Atto di approvazione da parte degli Organi competenti.

Se tale processo può ritenersi percorribile quando gli Enti coinvolti sono relativamente pochi (Provincia, Regione, Corpo Forestale dello Stato, nel caso di trasposizione del Vincolo idrogeologico) in altri casi occorre che l'iniziativa sia presa ad un livello amministrativo superiore a quello provinciale.

Prendiamo, ad esempio, il caso emblematico dei limiti amministrativi comunali.

I confini reali tra Comuni sono stati materializzati — in tempi remoti od in epoca moderna — mediante posa di appositi termini litici o con incisioni operate direttamente sulla roccia in posto, ovvero mediante identificazione di altri limiti fisici, ritenuti più o meno immodificabili. In fase di formazione della cartografia catastale, termini, iscrizioni, limiti fisici identificati sono stati rilevati e rappresentati in mappa (1:1.000 o 1:2.000). In fase di formazione della cartografia ufficale dello Stato — a cura dell'I.G.M. — i limiti catastali sono stati riportati nelle ben note "tavolette" in scala 1:25.000. Al momento della formazione della propria cartografia tecnica, le Regioni — quasi sempre — hanno derivato i limiti amministrativi dalle tavolette I.G.M., provvedendo a trasporli a scale maggiori (1:5.000 o 1:10.000). Tali confini, infine, sono stati vettorializzati e riportati nella cartografia numerica, oggi a nostra disposizione. Considerato l'intero processo, è difficile credere che tali confini — più che altro convenzionali, ormai (ma non ufficialmente!) — possano trovare una reale corrispondenza con quelli fisici (di cui, peraltro, si è persa spesso traccia), con tutto quello che ne consegue.

D'altro canto, nella cartografia numerica — che, di per sé, non possiede una propria scala di rappresentazione — la precisione delle coordinate degli elementi rappresentati tramite segni convenzionali mantiene un'attendibilità in relazione alla scala nominale di rilievo (generalmente 1:5.000) ovvero all'accuratezza con cui i punti sono stati rilevati e rappresentati. Ciò significa che, potendo oggi rilevare la posizione reale dei termini di confine adoperando tecniche di rilievo satellitare (GNSS) mediante strumentazioni a precisione ed accuratezza di tipo geodetico, è anche possibile rappresentare tali elementi in formato numerico con precisione ed accuratezza sub-centimetriche, quindi facendo corrispondere, sostanzialmente, realtà e rappresentazione.

La rappresentazione cartografica univoca e riconosciuta, a qualsivoglia scala, dei confini reali eviterebbe, ad esempio, l'indeterminatezza normativa delle cd. "zone bianche" ovvero il doppio regime normativo per indebita sovrapposizione di strumenti pianificatori contermini.

Ovviamente la rideterminazione cartografica dei confini, operata in contraddittorio tra Comuni limitrofi, non può non coinvolgere anche Province, Regioni, l'Agenzia del Territorio, l'I.G.M., ed ogni altro Ente interessato.

In conclusione: nei casi in cui esista una ragionevole aspettativa di raggiungere un esito positivo in tempi ragionevoli, sarà cura del S.I.T.I. intraprendere il processo rigoroso di acquisizione delle informazioni, testè descritto; negli altri casi si procederà ad acquisire, in maniera speditiva, le eventuali geometrie convenzionali sostitutive necessarie, segnalando la circostanza nei metadati allegati.


Un caso applicativo: la trasposizione del Vincolo per scopi idrogeologici.

Il Settore Difesa del suolo della Provincia della Spezia ha, da tempo, manifestato la volontà di procedere all'informatizzazione del Vincolo per scopi idrogeologici di cui al R.D.L. 30.12.23 n°3267, quale tematismo del Sistema Informativo Territoriale Integrato provinciale. L'intenzione sarebbe quella di pervenire ad un elaborato informatizzato validabile (dall'Organo competente a farlo), sostitutivo della versione cartacea e descrittiva attualmente vigente e prevista dal citato R.D.L. 3267/1923.

Affinché tale operazione sia di qualche reale utilità per tutti gli Enti interessati all'uso di tale informazione (ad esempio: Comuni della Provincia che vogliano riportare tale Vincolo nella propria cartografia informatizzata di PUC, etc.) è necessario che le perimetrazioni, originariamente tracciate su cartografia IGMI 1:25.000, vengano trasposte (seguendo le indicazioni descrittive di accompagnamento di cui all'art. 2 del R.D.L. 3267/1923) su una base cartografica informatizzata di maggior dettaglio (ad esempio la C.T.R. vettoriale 1:5.000). Tale trasposizione può necessitare, nei casi in cui la parte descrittiva del confine non fosse sufficientemente precisa, di stabilire (da parte dell'Organo competente a farlo) alcuni criteri per il tracciamento più fedele possibile all'originale, in modo tale che la trasposizione stessa possa essere ritenuta, anche legalmente, sostitutiva dell'originale a suo tempo approvato secondo la procedura prevista dal R.D.L. 3267/1923.

La materia rientra nelle competenze regionali in virtù del D.Lgs 112/98, a seguito del quale la  Regione Liguria ha provveduto ad emanare le R.L n°4/1999 e n°18/1999.
La ridefinizione del Vincolo (art.34 della R.L n°4/1999) è senz'altro prevista all'interno dell'elaborazione dei Piani di Bacino ai sensi dell'art 15 c.1 lett b) della L.R. 9/1993 emanata in applicazione della L.183/1989. In tale senso, da parte dell'Autorità di Bacino Interregionale del F.Magra, sono state sottoposte a Vincolo  idrogeologico, ai sensi del Regio Decreto 30 dicembre 1923, n.3267 le aree classificate a pericolosità geomorfologica PG4, PG3 e PG2 dal Piano stralcio “ASSETTO IDROGEOLOGICO” del Bacino del Fiume Magra e del Torrente Parmignola (N.T.A. art. 13. Disciplina dell’assetto geomorfologico, comma 7). Il Piano, peraltro, non ha proceduto alla rivisitazione del Vincolo prevista dalla L.183/1989, sebbene ritenendola necessaria (cfr. Relazione generale del PAI, punto 2.7).

Non c'è, invece, univoca intesa su come procedere — in mancanza di una revisione generale del Vincolo prevista dal citato art.34 della R.L n°4/1999 — alla redazione di un elaborato ricognitivo del Vincolo esistente in grado di essere approvato dal competente Organo (Autorità di Bacino regionale) e atto ad assumere piena validità, in sostituzione delle indicazioni cartografiche e descrittive divenute, nel frattempo, inattuali in ragione dell'avvenuto progresso tecnologico in materia di cartografia e sistemi informativi territoriali.

Tuttavia, essendo la Regione Liguria intenzionata a procedere al completo riordino della materia (adeguatezza dei limiti del Vincolo per scopi idrogeologici all'attuale assetto territoriale; semplificazione e snellimento delle procedure; etc.) è attualmente in corso una fase interlocutoria tra Regione (Dipartimento Ambiente - Settore Assetto del Territorio) e le quattro Province, sull'argomento.

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