Tu sei qui: Portale Località Golfo dei Poeti La Spezia Arte e Cultura

Arte e Cultura

Il Duomo della città
è stato fino al 1975 la chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al 1271, riedificata nel quattrocento ed infine ricostruita nel 1943 dopo i bombardamenti.
In essa è visibile una terracotta invetriata dell'Incoronazione della Vergine di Andrea della Robbia, quadri di Domenico Fiasella (L'assunzione della Vergine), del Lomi, del Casoni (La moltiplicazione dei pani ). L’odierna cattedrale, dedicata a Cristo Re, è invece un progetto del 1960 dell’architetto Libera, realizzato nel 1970 dall’architetto Galeazzi
L’epoca futurista ha lasciato tracce indelebili, tra cui, nel palazzo delle Poste, opera di A. Mazzoni, in piazza Verdi, un grande mosaico, mentre tutto il centro storico e i panoramici colli ospitano numerosi edifici di stile Liberty.

In città sono ospitati: 
Il Museo Tecnico Navale, presso l’Arsenale, raccoglie un ricco patrimonio di civiltà, tecnologia e cultura legate alla storia della Marina Militare e della marineria, con modellini di navi di varie epoche, carte geografiche, una ricca e suggestiva collezione di polene, medaglie e altro ancora. www.museotecniconavale.it
Nel centro storico: il Museo Civico “Amedeo Lia”, nato a seguito dell’importante donazione di opere d’arte di Amedeo Lia alla città. Ha sede in un convento secentesco, ristrutturato per l’occasione, comprende circa 1150 opere, con dipinti dal XIII al XVIII secolo, miniature, oggetti liturgici, sculture, una importante raccolta di tavole a fondo oro medioevali, e opere di grande rilievo di Pontormo, Tiziano, Paolo Veronese, Sebastiano del Piombo, Tintoretto, i Bellini. Ed altro ancora, in un allestimento all’avanguardia ma legato alle scelte e passioni del collezionista. www.castagna.it/mal
Il Museo Civico Archeologico “U. Formentini”, ospitato nel Castello S. Giorgio; di recente restaurato e riaperto alla città, di cui fu per secoli, dal XIV, difesa e baluardo; contiene le raccolte archeologiche civiche, in un percorso espositivo di grande suggestione che parte dalle età più antiche, con una importante raccolta delle misteriose statue stele lunigianesi, altre collezioni derivanti da scavi nel territorio e si completa idealmente con i ricchi reperti degli scavi della città romana di Luni, tra cui la statuaria nel famoso marmo apuano. www.castagna.it/sangiorgio
Il Museo del Sigillo con la più grande raccolta privata di questo genere: 1500 esemplari, dal IV millennio a. C., è anch’esso frutto di una donazione ed è stata allestito in un edificio anni Venti in stile neomedioevale che ospita anche lo spazio espositivo della Palazzina delle Arti. www.castagna.it/museodelsigillo; www.comune.sp.it/citta/guida/palarti.htm
Il CAMeC, Centro di Arte Moderna e Contemporanea, allestito recentemente nel palazzo che ospitava i Tribunali, conserva e promuove le importanti collezioni artistiche risultanti dal Premio del Golfo, creatura futurista di Filippo Tommaso Marinetti nata nel 1933 e ancora attiva e vitale come Biennale Europea Arti Visive, aperta anche ai nuovi fermenti dell’area del Mediterraneo. Come in altri Musei cittadini sono importanti anche le opere provenienti da collezioni private, le donazioni Cozzani e Bettolini, esempi di un mecenatismo ancora sentito nel suo attaccamento alla città ed al suo volonteroso sviluppo. www.comune.sp.it/citta/camec.html
Il Museo Etnografico “Giovanni Podenzana” occupa i locali dell’antico oratorio di San Bernardino, in pieno centro storico, insieme con il Museo Diocesano di Arte Sacra nel caratteristico “carruggio” lungo , Via del Prione, asse della città antica. Offre un’esauriente sintesi della cultura e delle antiche tradizioni della Lunigiana storica, con oggetti di corredo personale, arredi, oreficerie, costumi, manufatti e tessili, dal Settecento al primo Novecento. www.comune.sp.it/citta/guida/podenzana.htm
Il Museo Nazionale dei Trasporti, istituito nel 1986 per conservare e rendere fruibile al pubblico una raccolta di mezzi pubblici su gomma e rotaia, è diviso nelle sezioni Ferroviaria (locomotive, vagoni e strumenti di varie epoche), ospitata in una struttura dismessa nell’area della stazione ferroviaria centrale, e Filoviaria e Automobilistica, con filobus, autobus e tram, provenienti da varie località compresa La Spezia dove è ancora attiva una rete filoviaria urbana. Con i rotabili d’epoca vengono effettuati treni storici (info: www.museonazionaletrasporti.it)
Inoltre la biblioteca comunale, che accoglie oltre centomila volumi.

Il Castello di S. Giorgio
E’ il silenzioso ed antico custode che dal XIV secolo sovrasta la città dal colle su cui si insediò il primo nucleo dell'abitato spezzino. Dapprima fulcro del castrum, a protezione della parte interna, divenne successivamente l'elemento unificatore dello spazio urbano, di quella Spedia costituita da artigiani e mercanti i cui interessi economici e commerciali gravitavano intorno al Golfo in seguito all'espansione del potere genovese sul Levante. 
La sua costruzione voluta probabilmente da Niccolò Fieschi, risale al XIII secolo: distrutto successivamente dalle famiglie Doria e Visconti tra il secolo XIII e il XIV, fu in parte ricostruito e ampliato nel XVII. I genovesi infatti vollero dotare la città di un vero e proprio sistema difensivo comprendente oltre al castello, anche le mura; di queste rimangono pochi resti.Interessante e complesso esempio di architettura fortificata, il castello si compone di due corpi distinti ma collegati, edificati e poi modificati a più riprese fino al XVII secolo. Dell'antica costruzione si è perso ormai quasi ogni ricordo, ad eccezione delle cortine murarie poste a settentrione, oggi interne al castello, e del lembo delle mura urbane. Ma la lunga storia del Castello di San Giorgio continua...
Infatti, come fin dal XIV secolo l'edificio proteggeva il cuore della città, così nel XXI secolo esso svolge il ruolo di custode della memoria storica della Comunità, recuperando in tal modo il rapporto fra la Fortezza e la città moderna. E' recente infatti il trasferimento delle Civiche Collezioni Archeologiche nel castello, degno contenitore storico di reperti che costituiscono un complesso e lineare percorso per conoscere la frequentazione e l'uso del territorio lunigianese a partire dalla preistoria per giungere all'Età medievale, con statue stele, sculture antropomorfe, armi e gioielli.

Domenico Chiodo (1823-1870), ufficiale del Genio Navale, fu l’ideatore e realizzatore dell’Arsenale Militare. Da lui ha preso il nome una delle vie principali e più eleganti della Città, aperta alla vista del mare, una delle prime ad essere scelta come zona residenziale e dove presto sorsero i primi palazzi e alberghi, tra i quali l’albergo Città di Milano, l’Hotel Grande Bretagne e il prestigioso Croce di Malta (oggi sede della Fondazione della Cassa di Risparmio della Spezia). Nella parte occidentale si aprì una vasta area detta il prato, a separare la via dal mare, area che nel corso dell’Ottocento si arricchì di piante per trasformarsi negli attuali giardini che conferiscono ancora oggi a questa via serenità e distensione.
Piazza Chiodo è la piazza che ci introduce all'ingresso principale dell'Arsenale Militare: dalla forma quadrangolare, è circondata su tre lati da palazzi con portici ed è ornata da due grandi aiuole con palme. Domina la Piazza il monumento marmoreo a Domenico Chiodo, rivolto verso la città e verso la via a lui dedicata. 

L’Arsenale Militare Marittimo della Spezia sorge dopo la proclamazione del Regno d’Italia per costruire e tenere efficienti le navi da guerra e come base navale per la Regia Marina.
Fortemente voluto da Cavour, Primo Ministro e Ministro della Marina, per sostituire la base militare di Genova, ormai inadatta allo sviluppo delle tecniche moderne, trovò la sua sistemazione nella Piana di San Vito, ad occidente della città vecchia, per la felice intuizione del suo progettista, l’allora capitano del Genio Domenico Chiodo. In precedenza, secondo il piano napoleonico, si pensava alla costa di ponente del Golfo.
Approvata la legge istitutiva nel 1861, i lavori si protrassero per otto anni, con l’uso delle più avanzate tecnologie dell’epoca; e questa caratteristica di eccellenza è ancora viva e contribuisce, tramite anche le industrie nate intorno, allo sviluppo della città.
L’Arsenale è cinto da mura e fossato; vi si aprono alcune porte, la principale affaccia su Piazza Chiodo e dà accesso anche al Museo Tecnico Navale.
All’interno, due grandi darsene collegate da un canale sovrastato da un ponte girevole; caratteristici i grandi bacini di carenaggio dove vengono messe in secca le navi per lavorare sotto la linea di galleggiamento.
Dal 1874 al 1923 vi funzionarono scali per le costruzioni navali (affidate dal 1926 ai cantieri civili), oggi vi si trovano centri per la manutenzione delle navi e delle loro attrezzature. In particolare vi fa base il veliero Amerigo Vespucci, usato dai cadetti dell’Accademia Militare per esercitarsi in mare.
E’ visitabile in particolari occasioni e durante la festa del Santo Patrono della città, il 19 marzo.

Imponente e dinamico domina la rotonda dei giardini pubblici sovrastandola con autorità: si tratta del monumento a cavallo dedicato dalla città della Spezia a Giuseppe Garibaldi: opera dello scultore Antonio Garella, inaugurata nel 1913; il cavallo impennato si regge solo sulle zampe posteriori,con virtuosistica soluzione statica; il monumento pesa circa 60 quintali, è posto su un basamento in pietra del Romito ed è visibile da tutto Corso Cavour. Il particolare ricordo in onore dell'eroe si deve anche ai suoi ripetuti soggiorni nella città.

Oggi la città punta molto di più sulla sua vocazione turistica. Negli ultimi anni sono state potenziate anche le strutture ricettive per la nautica da diporto: in primis Porto Lotti, attrezzato e moderno porto turistico situato sulla strada che collega Lerici alla Spezia, accoglie imbarcazioni provenienti da tutto il mondo e si può fregiare dell’ambito riconoscimento della “Bandiera Blu” europea per la qualità dei servizi e l’attenzione all’ambiente.
La passeggiata a mare della città è fiancheggiata da palme (passeggiata Morin ), da cui partono giornalmente traghetti che compiono il giro del Golfo con Lerici e Porto Venere, spingendosi fino a Tellaro e la foce del Magra, delle Isole (utili, rilassanti e piacevoli alternative all’automobile), e che raggiungono oltre alle Cinque Terre e a Portofino, l’Acquario di Genova.

Azioni sul documento

ATC

 
Strumenti personali