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Arte e cultura

Il borgo è diviso in due parti dalla vecchia strada centrale ed è chiuso da possenti mura tardo rinascimentali. Dell'antica cinta muraria sono conservate le due porte sulla Via Francigena; la strada per il Passo della Cisa proveniva da quella a nord, tuttora visibile insieme a tratti dei potenti bastioni e al lastricato, risalente nella parte più antica all’ età napoleonica, quando le antiche strade, poco più che mulattiere, vennero ampliate e selciate. Attraversato il centro storico, usciva per la porta a sud verso Sarzana e l’antica Luni.
La chiesa, dedicata a Santo Stefano, domina il borgo e il paesaggio con la sua mole imponente. E’ di epoca barocca e venne costruita nel XVIII secolo sopra una chiesa del XIV secolo, a sua volta edificata sulle fondamenta di una pieve altomedievale. La sua forma è a croce greca con altari in marmo policromi, oltre a stucchi e bassorilievi di pregio, nonchè una Annunciazione dipinta su ardesia. Sopra l’ingresso principale si trova un bellissimo organo pensile.
Nel paese si possono ammirare anche il Palazzo del Podestà, già esistente nel XVI secolo, che ospita oggi la biblioteca civica, l'Oratorio di San Leonardo, anteriore al XV secolo, e la casa della famiglia Taddei. Francesco Taddei scrisse nel 1864 il “Manuale del vignaiolo”, importante documento con informazioni di carattere economico e culturale.
Il borgo ha inoltre dato i natali al matematico Cesare Arzelà.
Da ricordare, l’istituzione delle “relevaglie” nel XIV secolo, ossia la determinazione dei confini delle terre alluvionate, conseguenza dei continui straripamenti del Magra.

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