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I dintorni

Uscendo dal centro storico per Porta Parma, o seguendo la circonvallazione che corre esterna alle mura, si imbocca la secolare strada che, diramandosi dalla Via Aurelia, conduce alla Lunigiana, al Passo della Cisa e a Parma e alla Pianura Padana.
Questa strada segue il percorso più antico della Via Francigena, medioevale collegamento tra il Nord Europa e Roma.
Percorrendola edifici moderni e d’epoca ricordano la vocazione agricola del territorio (la più estesa pianura della Liguria), che oggi convive con una vivace economia manifatturiera e commerciale.
Sulle colline a corona, piccoli centri medioevali in posizioni arroccate, un tempo per esigenze di difesa e controllo, oggi vi si possono ammirare stupendi panorami in una natura di pregio, e testimonianze storico-artistiche dei tempi che furono.
In alto è Falcinello, disposta a controllo della valle del torrente Amola, un tempo strategicamente importante perchè da qui passava un ramo collinare della Via Francigena, verso Ponzano e Aulla. Questa Via medioevale non aveva un unico percorso definito ma un fascio di tracciati alternativi, usati secondo le condizioni di sicurezza e di interesse del momento.
Il sentiero, recentemente riaperto a cura del CAI di Sarzana, era custodito dall’alto dal castello della Brina, di cui restano pochi ruderi nel folto della vegetazione.
Il borgo di Falcinello, caratteristico borgo ligure d’altura con stretti vicoli e case addossate l’una all’altra, collegate da archi, è guardato dalla sommità dalla parrocchiale dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano. Edificata nel XIV secolo, come riporta una lapide datata 1310, sui resti del palazzo vescovile, di cui rimane traccia nella torre, riutilizzata come campanile.
Nell’interno una tela del XVII secolo, con la Madonna che consegna il Rosario ai Santi Domenico e Caterina, e una Madonna del Buon Consiglio recentemente attribuita a Stefano Lemmi, pittore fivizzanese del XVII secolo. Inoltre una preziosa croce astile della seconda metà del Trecento.
L’attuale borgo di Sarzanello è stato trasferito dalla precedente sede, distrutta nel 1748 per esigenze strategiche; nella parrocchiale di San Martino si conserva la pregevole tela Il Perdono di Assisi del genovese Domenico Piola datata 1686.
Nelle vicinanze, lungo la Via Aurelia che porta a Roma, dai tempi dell’antica Luni ad oggi, si trova la frazione di San Lazzaro, cresciuta intorno alla parrocchiale del XIX secolo, eretta in sostituzione della chiesa annessa all’Ospedale di San Lazzaro. Quest’ultimo si trovava dai tempi antichi lungo la Via Francigena ed era adibito a ricovero dei lebbrosi. Nella parrocchiale attuale si trova una pala d’altare eseguita per la chiesetta del lebbrosario da Domenico Fiasella nel 1616, raffigurante San Lazzaro che implora la Vergine per la città di Sarzana, città di cui è dipinta una veduta dell’epoca.
Scendendo verso il mare, immersa nel verde della fertile valle si incontra Marinella, ridente villaggio nato con la bonifica dei terreni vicini alla foce del fiume Magra nel XIX secolo dalla influente famiglia Fabbricotti che vi insediò una Tenuta modello, ancora oggi attiva, con un villaggio colonico autosufficiente, intorno a cui negli ultimi decenni è sorto un centro balneare con una bella spiaggia, un assaggio di Versilia.

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