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Cenni storici

Follo si trova a poca distanza dalla Spezia, alla confluenza tra i fiumi Magra e Vara (la zona fluviale è infatti compresa nel Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara), fra Liguria e Toscana, terra di confine quindi per storia, cultura e tradizioni come tanti comuni della “Lunigiana storica”, che comprende borghi delle due regioni.
Vi si trova il capoluogo Piano di Follo ed alcune frazioni, nei secoli non meno importanti.
Il suo nome compare in documenti dell’anno 1197 d.C. e probabilmente deriva, come l’omonimo Fullo presso Genova, o il toscano Follonica, dal verbo tardo latino fullare (da cui l’italiano follare). Indicherebbe il luogo dove avveniva la follatura (lavatura) di panni, ovvero, nel significato di pigiatura, dove si pigiava l’uva o si macinava il grano, utilizzando le acque fluviali. Altri documenti medioevali lo farebbero derivare da fola nel significato di riserva di caccia.
Fin dal 238 a. C. in Val di Vara la fiera civiltà dei Liguri Briniates si oppose validamente all’invasione romana, con aspri combattimenti e una sfiancante guerriglia, fino alla radicale deportazione in massa nel beneventano dell’indomito popolo, che pure si arrese definitivamente solo nel 14 a. C.
Con la pax romana si aprì comunque un periodo ricco e fecondo. A Piano di Follo sorse in quell’epoca un castrum romano, su un importante nodo viario della bassa Val di Vara.
Successivamente fece parte del limes bizantino, linea fortificata che correva per tutta la Lunigiana a difesa del confine coi Longobardi.
Con il declino dell’Impero, si crearono feudalità locali per sostituire l’antico ordine che stava scomparendo; nella zona si distinse la sede vescovile di Luni, città romana in declino ma ancora potente e ricca di storia e autorevolezza, con i suoi vescovi-conti portati a dominare un vasto territorio.
Altra influente famiglia feudale locale fu quella dei potenti “Uomini di Vezzano” che nel 936 sotto gli auspici dell’imperatore Ottone I acquistò dai Vescovi di Luni il borgo di Tivegna e il suo territorio.
A quell’epoca risale anche il borgo di Piano di Follo o San Martino di Durasca, prima Castrum, poi sviluppatosi attorno alla chiesa di San Martino, santo molto venerato dai Francesi, e proprio pellegrini francesi diretti a Roma ne avrebbero promosso la costruzione nel X secolo.
Infatti Follo si trovava su una diramazione della Via Romea che dalla Provenza e Genova, a tratti via mare altri via terra, a Santo Stefano di Magra si congiungeva con la Via Francigena portando i pellegrini fino a Roma. Ai viandanti devoti col tempo si unirono sempre più mercanti e viaggiatori, confermando l’importanza di questi antichi itinerari; molti borghi della zona devono ad essi il proprio sviluppo.
Seguendo la sorte dei territori della Lunigiana, durante il secolo X, anche la zona del fiume Vara divenne estense ed obertenga.
In seguito Carpena, Follo, Tivegna insieme al castello di Porto Venere, furono ceduti dai già ricordati nobili vezzanesi a Genova nel 1113. La Repubblica vi insediò dei feudatari fedeli come i Malaspina a Follo, i Da Passano e i Conti di Lavagna nelle altre zone. Dopo un periodo sotto Luni questi territori passarono definitivamente a Genova nel febbraio del 1224.
Follo e il suo circondario venne infeudato alla potente famiglia dei Fieschi, che esercitava il suo dominio su una vasta zona della Liguria di Levante, grazie al pontefice Innocenzo IV; nel 1276 lo vendettero a Genova che, ben comprendendo il suo interesse strategico, lo rese “terra di confine” fortificandolo.
La storia intricata di queste terre comprende gli insediamenti di altri ancora feudatari e castellani, ma di queste antiche vicende restano poche rovine di antichi castelli e fortificazioni.
Entrato Follo sotto il dominio diretto di Genova, vi furono emanati degli statuti nel 1578, che regolavano la vita nel borgo.
Rimasto sempre fedele alla Superba, ne seguì le successive vicende.

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