Cenni storici
E’ il paese in cui sono meglio conservate e maggiormente tangibili la
storia e la tradizione della Val di Vara. Disposta lungo la trasversale
che collegava la Repubblica di Genova alla pianura Padana attraverso i
passi delle Cento Croci e del Bocco, fu un centro fondamentale nei
traffici commerciali della zona.
La sua originale struttura
architettonica, caratterizzata dal noto borgo rotondo, la si deve al
progetto di Niccolò Fieschi (fine XIII sec.), della nobile famiglia
feudale dei Conti di Lavagna che arrivò a crearsi un vasto dominio
nella Liguria di Levante, compresa tutta l’alta Val di Vara, dal XI al
XIII secolo, ricevendone l’investitura ufficiale dall’imperatore
Federico I Barbarossa nel 1161.
In epoca precedente sul posto
sorgeva un insediamento bizantino, di cui sono emersi resti sotto il
castello attuale. Altre testimonianze sono alcune tra le più antiche
chiese del circondario ed il quartiere di Grecino, situato lungo la
collina che digrada verso il torrente Crovana e che si collega al Borgo
con un elegante ponte romanico ad un fornice.
Intorno alla fine del
XII secolo i rami della famiglia Fieschi e Pinelli si stabilirono a
Cassego iniziando il disboscamento e la messa a coltura della zona, ma
anche cominciarono le loro rivalità che portarono nel corso del tempo
alla costruzione di fortificazioni, che ancora oggi punteggiano la
valle.
Con lo spostamento della via carovaniera dal percorso di
crinale a quello di fondovalle nacque l’esigenza di fornire un punto
d’appoggio e un rifugio sicuro ai viandanti.
Entro il baricentro
del territorio fliscano fu fondato quindi il nuovo borgo, con case
tutte uguali nella forma tipica più adatta alla difesa, cioè il “borgo
rotondo” caratteristico della Val di Vara.
In posizione centrale si
ergeva la casa del Capitano, mentre i porticati erano la sede delle
attività commerciali: al piano terra si trovavano i laboratori mentre
ai superiori gli alloggi. Il castello dei Fieschi è stato modificato in
epoche successive. All’interno del borgo sono ancora visibili edifici
nobiliari genovesi con eleganti portali intagliati, portici,
decorazioni architettoniche e piazzette suggestive.
La struttura
del paese è quindi un progetto realizzato dai Fieschi i quali
regalarono ad artigiani e commercianti i terreni su cui edificare le
caratteristiche case-botteghe, secondo i dettami delle erigende
“villenove” medioevali. La nascita del borgo, difeso oltre che da mura
anche da un fossato, permetteva di svolgere i traffici commerciali in
condizioni di particolare sicurezza: Varese, infatti, era sin dall’alto
medioevo il crocevia dei commerci che univano la costa ligure
all’Emilia e alla Lombardia.
Simbolo di questa esigenza difensiva è
il Castello, originariamente costituito da un palazzo nobiliare,
successivamente ampliato da due torrioni, uno dei quali costruito da
Niccolò Piccinino, capitano di ventura di Filippo Maria Visconti nel
1434 e l’altro, nel 1478 da Manfredo Landi, sposo di Antonia Maria
Fieschi e feudatario dell’alta Val di Taro. Fu successivamente
residenza del podestà genovese; restaurato, è oggi proprietà privata.
Il
feudo fu proprietà dei Fieschi fino al 1386, quando fu venduto alla
potente famiglia genovese degli Adorno; successivamente ne rientrarono
in possesso, ma Varese fu occupata nel 1435 dalle truppe dei Visconti
comandate da Nicolò Piccinino e successivamente nel 1472 passò sotto il
dominio dei Landi. Ritornato ai Fieschi nel 1478, venne definitivamente
perso nel 1547 a causa della fallita congiura contro Andrea Doria, che
portò alla confisca dell’intero dominio e al suo passaggio alla
Repubblica di Genova, di cui seguì le sorti.
Nella Piazza Vittorio
Emanuele, su cui si affaccia il Castello, si trovano altri edifici di
interesse storico artistico: sul lato nord si trova il Palazzo Ferrari
ove dimorava la famiglia discendente del primo abitante di Varese,
anche se la più nota esponente della famiglia è la gentildonna Luigia
Ferrari in Pallavicini (1772-1841), che ferendosi gravemente al volto
durante una caduta da cavallo, viene celebrata dal Foscolo con un
galante omaggio nella famosa ode “A Luigia Pallavicini caduta da
cavallo”.
A partire dagli anni novanta, attraverso un “Piano
Organico d’Intervento”, è stato attuato il recupero della
pavimentazione delle vie e degli edifici del Centro Storico, questa
prima fase di innovazione del patrimonio immobiliare è stata seguita da
un percorso di educazione e crescita ambientale e culturale che ha
portato Varese Ligure ad ottenere come primo comune italiano la
Certificazione Ambientale ISO – 14001 e successivamente, la
Registrazione Europea EMAS, strumenti volontari di gestione e politica
ambientale che attestano la corretta tutela e controllo del territorio.
Nel 2004 l’Unione Europea ha aggiudicato a Varese Ligure il premio come
migliore Comunità Rurale dell’U.E. per aver attuato “il progetto più
completo ed originale di “sviluppo sostenibile”. Nel 2006 gli è stata
assegnata la “Bandiera Arancione” dal Touring Club Italiano, quale
marchio di qualità paesaggistica, ambientale e turistica destinata alle
località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di
eccellenza e un’accoglienza di qualità.


